lunedì 21 giugno 2010

Paura di vivere nel mondo di oggi

Ognuno cerca di trovare un riferimento, un riferimento personale per dimenticare la paura di vivere. Potere, soldi, fama... ma facendo così alla fine non siamo più neppure sicuri di quel riferimento, e ritorniamo al punto di partenza, alla paura.Il mondo diventa sempre più piccolo e talmente veloce che quello che una volta dava sicurezza sfugge dalle mani, non si sa dove stiamo andando, non si sa cosa succederà domani... Abbiamo faticosamente dimenticato gli orrori della guerra mondiale, ma oggi sono esplose tante altre guerre e il terrorismo: ogni giorno c'è più insicurezza, più caos, più oscurità. Questo è il secolo della vita, dell'umanità, dobbiamo impegnarci a crearlo.Quando c'è il sole, abbiamo gratitudine per la sua luce e il suo calore. Ma se guardiamo da una visuale più allargata vediamo che ci sono anche nuvole, pioggia, vento, che fanno parte dello stesso universo. L'atteggiamento verso tutte le persone deve essere uguale.A parole è facile. Farlo significa avere coraggio.

giovedì 3 giugno 2010

Orfani col pedigree

Chi adotta un bambino dimostra di avere dentro di sè una quantità di amore enorme, che va oltre il "sangue" e l'istinto. Poi, ci sono quelli che pensano che adottare un bambino sia come adottare un cane, e pretendono di poter scegliere la razza, il colore, la lunghezza del pelo e magari anche il pedigree.Come i due siciliani che, nella domanda di adozione, specificavano di volere solo bambini "di razza europea". Come i gatti.Questo, purtroppo, è il risultato di tutti questi anni di politica razzista. Il razzismo prima tollerato, poi sdoganato e giustificato, ed infine esaltato ed assunto a valore nazionale. Così, abbiamo gente che si proclama con orgoglio "fascista e razzista", esattamente come ottant'anni fa. Ed invece di essere sommersi da secchiate di merda, come sarebbe giusto, queste persone vengono esaltate, viene dato loro spazio, vengono giustificate ed anzi gratificate dall'atteggiamento di chi fa le leggi e di chi fa informazione. Se le leggi per gli extracomunitari sono diverse da quelle per gli italiani, un motivo ci sarà pure, no? E se assessori, sindaci, governatori, ministri, si dichiarano più o meno apertamente razzisti perchè io non dovrei?Ed arriviamo alla fine, ai genitori che non vogliono adottare un negro o un cinese, ma solo "bambini di razza europea". Un atteggiamento che avrebbe fatto la felicità di Mussolini e che un giudice, uno di quelli definiti "malati di mente" dal nostro Nano Trombante, ha messo al loro posto definendoli non adatti per l'adozione.Ma la cosa che mi lascia più basito sono alcuni dei commenti a questa notizia, come un certo warinus che dice: "di questo passo la Cassazione farà anche sterilizzare chi è contento di avere avuto un figlio alto, biondo e con gli occhi azzurri ... sono contento di avere figli che assomigliano a me e credo che chiunque deve essere contento di potersi scegliere i figli che vuole". Forse è solo un troll, ma esemplifica molto bene lo spirito razzista che molti italiani hanno fatto loro.Mi piacerebbe vedere la faccia dei due signori siciliani se qualcuno dichiarasse: "Adottare un figlio? Certo, basta che non sia terrone".

lunedì 31 maggio 2010

Che cavolo stai dicendo, Willis?


Il 28 maggio scorso è morto Gary Coleman, alias Arnold Jackson, uno dei protagonisti della mia infanzia.
Ciao Amico Arnold...

sabato 29 maggio 2010

La bicicletta del compagno Yuri

In tempo di crisi, é giusto che tutti facciano sacrifici. Quando in una famiglia ci sono dei debiti da pagare, si taglia tutto: il parrucchiere e l'estetista della mamma, l'abbonamento a sky del papá, il telefonino della figlia adolescente, perfino i giocattoli dei piccoli, perché la banca a fine mese vuole i suoi soldi, e non chiacchiere.

Papá Silvione e zio Tremonti hanno quindi presentato la lista dei sacrifici e l'elenco dei controlli che la famiglia-Italia dovrá implementare se vuole uscire dalla doppia crisi, prima quella americana e poi quella greca, possibilmente senza fare la fine della Grecia stessa.

Ovviamente, chi ne é colpito, protesta: esattamente come il bambino che non puó avere il gioco nuovo per la Playstation, o la ragazzina che vorrebbe tanto comprare quella suoneria bimbominkiosa col gattino che canta. Ed ovviamente, ognuno addita i veri o presunti vantaggi che gli altri hanno mantenuto, mentre lui, povero, é l'unica vittima designata, é quello che paga sempre per tutti...

Quando peró andiamo a vedere cosa si taglia e a chi, ci accorgiamo che una classe, quella politica, ha ricevuto il classico schiaffetto sulla mano mentre tutti gli altri ricevevano la loro bella pedata sui denti. Riduzioni ridicole, nessun accenno a tagli consistenti o ad abolizione di privilegi, minacce di guerra civile se per caso si "osa" tagliare le inutili province. Proprio come la storiella del compagno Yuri: é giusto dividere fra tutti le fabbriche, le case, le automobili: le biciclette no, peró, perché due biciclette le ho anche io.

Sorvolo sull'incredibile dose di faccia di culo necessaria ad affermare che é tutta colpa della sinistra, quando praticamente il Silvio é al governo da quindici anni. Mi soffermo invece su tre aspetti: la lotta all'evasione, il federalismo demaniale (o come diavolo hanno deciso di chiamarlo) e le pensioni.

L'invito a lottare contro l'evasione viene da un presidente del consiglio che affermó che se le tasse sono troppo alte allora è morale evaderle. Ora mi viene fuori con l'obbligo di tracciare i movimenti sopra i 5.000€ (ricordiamo che le sue imprese hanno beneficiato di apporti di capitale di miliardi di lire in contanti), facendo credere in questo modo di colpire l'evasione. Silvio, ora ti elenco alcuni degli evasori fiscali che ho incontrato nella mia vita: il cardiologo che con la massima naturalezza mi chiese "100 euro senza ricevuta o 150 con la ricevuta" come se fosse la cosa piú normale del mondo, il datore di lavoro che mi pagava gli straordinari "fuori busta", l'agenzia immobiliare che non voleva il pagamento della commissione con l'assegno perché se no doveva farmi una ricevuta, i padroni di casa che prendevano una parte dell'affitto in nero: tutto questo é evasione fiscale, per cifre molto inferiori ai 5.000€, ma talmente diffusa che se recuperata costituirebbe una cifra spaventosa. Ma quelli che fanno questi magheggi sono anche quelli che votano PDL...

Veniamo ora al federalismo demaniale: si costringono i comuni a tagliare le spese ed in cambio si "regalano" loro proprietá ed immobili del demanio, cioé nostri. Quanto tempo passerá perché questi vengano venduti? O usati come garanzia per qualche prestito che poi non verrá pagato, e messi quindi all'asta? Quanti chilometri di spiaggia diventeranno "magicamente" privati? Quanti boschi e pinete si trasformeranno "magicamente" in zone edificabili? Aspetto solo l'apertura di un McDonalds nel Colosseo, con tanto di "M" lampeggiante sopra l'arco piú alto...

giovedì 20 maggio 2010

Gli statali hanno la faccia come il culo

Dopo la batosta presa dalla Grecia, gli stati dell'Euro hanno capito che, forse, é il caso di diminuire un po' la spesa. Anche l'Italia sta studiando una serie di norme fra le quali, oVVoVe oVVoVe, c'é la proposta di congelare per un certo tempo gli stipendi dei poveri statali. Ed ecco che il Corriere dá voce ad uno di questi poveri derelitti che si lamenta: "Io, statale a 1.400 euro: perché paghiamo sempre noi?".
Questo signore, impiegato statale dal 1987 che guadagna 1400 euro mensili, si sente in diritto di lamentarsi della sua povera condizione: 800 euro al mese se ne vanno per il mutuo, altri 350 per la scuola materna del figlio, e quelli che restano non bastano. Anche se, ammette poi, anche la moglie é un'impiegata statale. Ma guarda un po' che strano.Questo signore e la moglie, per loro stessa ammissione, guadagnano in due 2800 euro al mese per 13 mensilitá.
Non saranno mai licenziati, per nessun motivo che non sia una colpa talmente grave da finire in galera. L'azienda per cui lavorano non ricorrerá mai alla cassa integrazione, non li metterá mai in mobilitá. Non saranno mai licenziati per scarso rendimento, o per sopraggiunte esigenze di riduzione dei costi, o perché il loro reparto é stato delocalizzato in Cina. Tutto questo, dando per scontato che siano nella categoria degli statali onesti, e non di quelli che fanno timbrare i colleghi mentre loro fanno un secondo lavoro in nero, e che ovviamente gudagnano molto di piú alla faccia di chi quel lavoro lo fa seguendo le regole.
Una coppia con un figlio precaria riesce a portarli a casa, 1400 euro. Ma solo se lavorano tutti e due. Il mutuo, di cui lo statale si lamenta tanto, per una coppia di precari é un sogno: o mamma e papá garantiscono il prestito con le pensioni e/o con la casa di proprietá, oppure il direttore della banca gli ride in faccia. L'asilo nido, nemmeno a pensarci: il bambino lo tiene la nonna.
E tutto questo vivendo nell'incubo dei contratti rinnovati ogni tre mesi, della ricattabilitá di un soggetto che non é protetto da nessuno, men che meno dai sindacati, dell'incertezza che ti viene dal non sapere cosa farai domani.E questo tizio, che non chiamo nemmeno per nome, si lamenta che "pagano sempre loro". Una classe di Privilegiati con la P maiuscola, che si lamenta se qualcuno osa mettere in discussione anche il minimo dei loro privilegi. Da buon italiano, ci fa sapere che i problemi sono "ben altri" e bisognerebbe cominciare ad esempio dai parlamentari.É vero, i parlamentari hanno stipendi astronomici, fra annessi e connessi guadagnano 25mila euro al mese. Che moltiplicato per 1000 parlamentari e per 14 mensilitá fanno 350 milioni di euri l'anno. Sono tanti, é vero. Vediamo ora quanti sono i dipendenti pubblici.
Secondo la rivista RIP (che non sta per Riposa In Pace ma per Rivista Impiego Pubblico) sono tre milioni duecento mila. A mille euro netti al mese di media, ovvero duemila lordi, fanno novanta miliardi di euri. Riducendo lo stipendio dei dipendenti pubblici dell'1% si risparimerebbero 900 milioni di euri, quasi tre volte di piú che azzerare lo stipendio di tutti i parlamentari. Non dico che sia giusto, ma é matematica. Quando si fanno i tagli in casa, non sono i dieci euri mensili delle caramelle che vengono tagliati, ma magari i 200 euri di telefonino, o i 300 di sky. Pi, magari, per equitá, si taglieranno anche le caramelle, ma prima vanno tagliate le spese significative.Per quello che fanno, gli statali come categoria guadagnano anche troppo. Licenziandone i 2/3, raddoppiando lo stipendio di quelli che restano ed imponendo loro di allinearsi a criteri di efficienza in linea con il privato, si arriverebbe forse ad avere un rapporto costo/beneficio vantaggioso per il datore di lavoro, cioé per noi.Attualmente, peró, i dipendenti pubblici come categoria sono una massa di parassiti, arroganti, incompetenti, privilegiati e sopravvalutati. Ogni volta che arriviamo allo sportello, magari dopo aver preso ferie, e ci troviamo il cartello "torno subito" perché l'impiegata é andata a fare la spesa; ogni volta che dobbiamo correre da uno sportello all'altro perché ognuno ci dá informazioni diverse sulla stessa pratica per incapacitá o menefreghismo; ogni volta che veniamo trattati con sufficienza o scortesia da un poliziotto o da un impiegato del catasto; ogni volta che aspettiamo tre ore una volante, o tre mesi una visita specialistica; ognuna di queste volte, dovremmo prenderci due minuti per scrivere a questo signore, che si lamenta del perché gli statali sono sempre i primi a pagare.
E se il congelamento dei suoi 1400 euri e di quelli di sua moglie le sembrano una cosa tanto drammatica, provi a licenziarsi e ad andare a lavorare come co.co.co. Sicuramente ce ne sono molti anche alle Finanze, dove lei é impiegato, che fanno se non il suo lavoro di sicuro quello di qualche suo/a collega che sta in malattia otto mesi l'anno, o in maternitá perpetua, o che passa le sue giornate bevendo il caffé e leggendo il giornale. Proponga loro di fare scambio: gli stipendi dei co.co.co non verranno congelati.