martedì 30 settembre 2008

OGGI SONO FURIBONDA....E NON CHIEDETEMI PERCHE'





Shih Ho: Il Morso che Spezza,In questa fase il giusto modo per affrontare la situazione è quello di intervenire in maniera decisa. Non è più il momento di eludere il problema o di evitarlo. Per riequilibrare il tutto occorre ristabilire la giustizia, utilizza ogni mezzo lecito a tua disposizione: la perseveranza ti premierà.

lunedì 29 settembre 2008

RITIRNO ALL'ISOLA DEI NINJATURTLE'S


Ebbene si, come ogni anno (è il quarto?) ci riprovo!Si ok, lo so che probabilmente sono l'unica persona sulla faccia della terra su cui non si vedono i risultati di 4 anni di kickboxing, ma ad ogni modo ricomincio la stagione kickboxereccia con le migliori intenzioni.. fosse solo perché so che tanto tutta l'annata non jela fo a farla, allora meglio impegnarsi bene all'inizio.
La cosa bella dei muscoli è la loro onestà. Cioè, quando un minimo li hai, appena molli la presa loro proprio ti voltano le spalle e si dimenticano di te, ma appena li riprendi in considerazione non è che devi proprio ricominciare tutto da capo.. e così, in questi giorni, dopo mesi di astenia, mi guardo e uh, riconosco ancora la curva dei quadricipiti e uh.. posseggo un paio di bicipiti e uh.. eh no vabbè gli addominali diamoci ancora tempo.. :D
Insomma, si torna ai soliti allenamenti massacranti, che siccome io poi puntualmente dilato, non arriva mai il porco momento in cui posso dire di farcela davvero. Questo mese siamo pochi e sostanzialmente io sono l'unica ragazza. No, ce ne sarebbe un'altra. Ma quando oggi mi ha letteralmente sollevata senza batter ciglio almeno di 10 cm, si è tutta infervorata per dei calci e delle prese, e più la prendevo in klinch e più mi diceva di fare ancora più forte, beh.. ho dedotto che, x ora, sono l'unica ragazza. Il resto vecchie conoscenze, ma aumenta il numero dei ninja turtle..
Ci son sti tipetti che tu li vedi tutti secchetti, ma poi scopri che sono un fascio di muscoli scattanti e agili, che la ciccia non è proprio di casa, che agitano pugni in aria e al loro passaggio i capelli, seppur sudati, si alzano dalla fronte. Mi fanno ridere, tutti tronfi e con i visi contratti e ridicoli per via del paradenti, sembrano furetti impazziti per cui si agitano e corrono e scattano, con le spalle rigorosamente torve.
A me non mi filano proprio, quando c'è da mettersi a coppia temono a chi capiterò perché sarà la volta che potranno tirare meno forte e si annoieranno, probabilmente. Però, per fortuna, quando si tratta di prove di resistenza, tipo tenere i pesi in aria, o fare una cosa come 100 swat, non so perché li sento rantolare, ed io invece rimango impassibile e li faccio tutti.
Così.. quando hanno visto che ero l'unica rimasta in piedi con i pesi, un ninja turtle, per la prima volta dopo mesi, mi sorride e mi fa una sorta di occhiolino. E poi quando me ne vado via, sempre un pò prima perché ci impiego mezzora ad asciugarmi i capelli, per la prima volta mi salutano tutti..bah
Invece nello spogliatoio ribecco la tipa, che è anche simpatica, tutta eccitata per sta storia del klinch, 'alle, che lei a full contact non lo faceva e si annoiava, e vuole persino rifarlo di nuovo nello spogliatoio! Che lei faceva anche delle gare, che ha quasi rischiato di rompersi il naso, che allora le gare qui saranno anche più fiche e piripì priripì.. al che io, serafica, con i capelli unti di olio di semi di lino, l'asciugamano con gli orsacchiotti e le ciabatte bagnate me la guardo e le faccio:
"Mh, senti a me sostanzialmente il klinch fa schifo, tutti sudati, appiccicati..calcola che è una mossa che non riusicrai a fare praticamente mai bene e poi.. le gare.. io sostanzialmente vengo in palestra per aver meno rimorsi quando, tra esattamente 20 minuti mi siederò a tavola e mi spazzolerò tutto il ben di dio,compresi dei biscotti alle nocciole che è da stamattina che ho puntato. Per il resto.. non me ne può fregar di meno"..
Se avessi avuto una sigaretta in bocca l'avrei gettata in terra e spenta con le ciocie ancora bagnate..

venerdì 26 settembre 2008

SOLO UNA DONNA

Solounadonna

From: guesteffa79, 2 minutes ago


Solounadonna
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martedì 23 settembre 2008

PARIGI

- R: Ci sarebbe da andare a vedere l'anteprima del film Parigi, ti andrebbe?
- P: Ok
- R: Ah ok, vuoi sapere di che si tratta?
- P: Ah no grazie, non posso non andare a vedere un film, francese, che si chiama Parigi!!

Parigi
di Cedric Kaplish

Una sera qualsiasi, a Parigi, le diverse vite di alcuni personaggi si incrociano. Un gruppo di donne dell’alta borghesia decidono di concludere la loro serata mondana ai mercati generali, alla disperata ricerca delle attenzioni di giovani poco pretenziosi. In un attico di Montmartre Elise (Juliette Binoche) organizza una festa per il fratello Pierre (Romain Duris), che ha da poco scoperto di soffrire di una grave malattia cardiaca; una giovane universitaria incontra i suoi amici ad un bistrot, sotto gli occhi di qualcuno che la osserva a debita distanza, attraverso un vetro opaco. E non molto più lontano, profughi disperati intraprendono il proprio viaggio nella speranza di arrivare, prima o poi, proprio a Parigi. L’ultimo lungometraggio di Klapisch non è un film che si svolge a Parigi o un film semplicemente su Parigi, è un film in cui vite, apparentemente così diverse, si incrociano e si sfiorano sotto l’egida di una tour Eiffel in secondo piano, sotto i tetti e i camini di una città che appare fredda e fagocitante, dove la paura della solitudine è più grande e invalidante della paura di morire. Perché alla morte non ci si può opporre, ma ad una vita sospesa e vissuta al rallentatore sì. Parigi non è più la Ville lumière di un tempo, al suono delle armoniche si sostituisce la splendida colonna sonora in cui spiccano le note di Satie, le persone si sfiorano, si guardano senza osservarsi davvero, si perdono per poi ricontrarsi quasi per caso. Parigi ha gli occhi di un giovane ballerino che non smette di ammirarla sino all’ultimo battito di un cuore malato, di un bambino che ancora si aspetta di vedere apparire babbo natale, di un giovane camerunese che cerca quei posti sinora incontrati solo nei suoi sogni di cartoline da turista, di un rampante architetto e dei suoi progetti futuristici di contro un vecchio professore di storia che nel momento in cui per la prima volta decide di vivere guardando al futuro, cade nella più classici dei cliché innamorandosi di una sua allieva.

Su tutti lo sguardo del regista, che intesse la fitta trama di queste storie comuni, apparentemente così distanti, figlie di una metropoli cosmopolita che si scontra ogni giorno con le problematiche dell’integrazione sociale e culturale, ne trae un puzzle dai colori tenui e grigi, come il cielo che d’inverno opprime i suoi famosi tetti variopinti.

lunedì 22 settembre 2008

AUTUNNO-Se in autunno tu venissi da me


Se in autunno tu venissi da me
caccerei l’estate
un pò sorridente - un pò irritata -
come la massaia scaccia una mosca.



Se potessi rivederti tra un anno
farei tanti gomitoli dei mesi -
li metterei in cassetti separati
per paura che i numeri si confondano.


Se l’attesa fosse soltanto di secoli
li conterei sulla mano
sottraendo finché non mi cadessero
le dita nel paese di Van Dieman.


E se fossi certa che finita questa vita
la mia e la tua continueranno a vivere
getterei la mia come una buccia
e sceglierei con te l’eternità.


Ma ora - incerta sulla durata del tempo -
che ci separa, la cosa m’inquieta,
come l’ape folletto,
che non avverte quando pungerà.


Emily Dickinson (1830-1886)