martedì 24 agosto 2010

Meditazione Ayurvedica

Questo filmato é illuminante. Un filosofo con chiarissimo accento indiano ci illustra la loro filosofia millenaria:


The world is in a pretty terrible state.
Things are getting very bad, indeed.
Nobody on this Earth is immune.
There is only one thing for it...
Say FUCK IT.
Take it easy. relax.
Let's go.
That's what we have been doing for thousand of years.
When human things are pretty shitty,
we say FUCK IT, and relax.
It's our way.
A way to find peace,
whatever fucking in the crappy world.
A spiritual way.

venerdì 6 agosto 2010

giovedì 5 agosto 2010

Fancazzisti di tutto il mondo unitevi

Consultando OpenParlamento, un sito molto interessante che dá le statistiche su tutti i parlamentari italiani, ho scoperto alcune cose molto interessanti.

Vabbé, che il parlamentare piú fancazzista fosse proprio lui, il Silvione, presente allo, udite udite, 0,22% delle sedute, era abbastanza ovvio da indovinare. Del resto, si sa che il parlamento serve solo a far perdere tempo al Grande Leader, che ha altro da fare che andare in mezzo a gente malvestita e maleodorante .

É peró interessante vedere che 6 parlamentari su 100 (38 in tutto) sono in aula per meno di 1/4 del tempo, e che 13 su 100 (82 in totale) sono in aula meno di una volta su due. Solo il 68% dei nostri rappresentanti é in aula piú di 2 volte su 3, e solo il 30% si fa vivo 9 volte su 10.

Se non stupisce che i piú assenti appartengano al PdL, perché sono tutti o quasi ministri e sottosegretari, stupisce di piú che anche i dieci piú presenti siano della maggioranza: questo la dice lunga sull'"attivitá" della balda opposizione del PD, piú fancazzista ancora della maggioranza. Mettendo i parlamentari in ordine di presenza, dal piú attivo al piú assente, per trovare un deputato PD dobbiamo scendere al 14mo posto, onorevole CARRA Marco, con il 99,01%.

In generale, le prestazioni dei nostri dipendenti non sono affatto esaltanti: la media di presenze é del 76.12%, tre sedute su quattro. Se noi avessimo la stessa performance, dovremmo squagliarcela sistematicamente il giovedi verso le 4. Se li dividiamo per partito di appartenenza, la palma del fancazzismo spetta al gruppo misto, seguito a ruota dal neonato gruppo dei "finiani" di FL, mentre i piú assidui (va a laurá, barbún!) sono i leghisti, appena sopra il Partito (Diversamente) Democratico:


Gruppo Misto58.89%
Futuro e Libertá68.69%
Italia dei Valori72.30%
Unione Di Centro73.49%
Partito delle Libertá73.74%
Partito Democratico81.91%
Lega Nord82.01%


Se consideriamo che diversi deputati leghisti sono anche ministri o sottosegretari, mentre ovviamente nessuno dei Diversamente Democratici ha un incarico istituzionale, per non parlare poi di "benedettiddio" Di Pietro e della sua manica di tirapiedi, addirittura sotto agli accoliti del nano, vediamo che le performance dell'opposizione sono tutt'altro che esaltanti.

Io mi immaginavo un'opposizione sempre all'erta, sempre pronta ad approfittare di ogni defezione, di ogni missione all'estero, di ogni epidemia di raffreddore, per poter "mettere sotto" il governo e mandare ai loro elettori un messaggio chiaro: "noi non dormiamo". Ma chi voglio illudere? Se questa manica di fessi non si dá una mossa nemmeno per affossare una legge da loro stessi definita "mafiosa", perché dovrebbero sbattersi per mandare a me che li voto (o meglio, li ho votati finora) un messaggio?

Mi fa specie in modo particolare Di Pietro: ha sempre una lira per tutti, e questo é disonesto, e quello é mafioso, e quell'altro é raccomandato... Poi lui personalmente é pagato per fare il deputato e si presenta in aula 1/3 delle volte, ed i suoi nel complesso non superano nemmeno la soglia vergognosa del 75%.

Siamo messi proprio bene...

venerdì 30 luglio 2010

Leggere attentamente le avvertenze

La Tantum, ormai da parecchio tempo, produce un prodotto chiamato Tantum Rosa, che é una lavanda vaginale.

Da quando il Tantum Rosa é diventato un farmaco da banco, e quindi ci fanno la pubblicitá in TV, il numero delle donne che anziché farcisi il bidé se lo bevono é aumentato di 100 volte.

Certamente, in una societá in cui il "tormentone estivo" sono due buzzurre coatte incapaci di parlare italiano, le quali ci fanno sapere che passeranno il mese di agosto "a ffá a colla sott'ar zole co' na bbira e n' calippo", il fatto che ci si beva una lavanda vaginale perché "tratte in inganno dalla pubblicitá" non deve sorprendere piú di tanto.

Certo, c'é scritto sopra "lavanda vaginale", certo viene col foglietto illustrativo, ma vorrete mica fare lo sforzo di leggere? In TV sembra un qualcosa che si deve bere, e allora lo beviamo. Logico no? Ora stanno pensando di cambiare lo spot, o il colore della confezione, o entrambi, come se avessero a che fare con un branco di ritardate. Ma dove sono le associazioni femministe quando qualcuno propone una "modifica del colore della confezione del medicinale, che passerebbe da rosa a nera o blu, evitando così di confondere e indurre in errore le donne"? Cos'é, le donne sono tutte cerebrolese che pigliano e ingoiano qualunque cosa abbia un bel colore? Ma forse le attiviste di queste associazioni sono sotto il sole a fare "aa cola" sorseggiando "na' bbira"...

Quando ero bambino, e mi spiegavano perché si doveva andare a scuola ed imparare a leggere, l'esempio era sempre lo stesso: "Se su una bottiglietta c'é scritto 'veleno' e tu non sai leggere, la bevi e muori!". Evidentemente, secondo questi esperti di marketing, le donne non sanno leggere. Sono capaci solo di stare sotto il sole a fare "aa colla", bevendo una "bbira" e succhiando un "kalippo" . E se la pubblicitá non dice chiaramente "guarda che col tantum Rosa te ce devi da fá er bidé!", quelle se lo trangugiano come se fosse barolo. O forse "bbira", chi lo sa? Che tristezza...

giovedì 22 luglio 2010

C'era una volta

C'era una volta, nel regno lontano lontano di Arboria, un buffo nanetto che viveva ai margini della foresta. Il nanetto aveva un sogno: potersi sedere sul trono del re. Ma poiché era piccolo, buffo e pelato, tutti lo prendevano in giro e, tutt'al piú, gli facevano strimpellare il liuto, fare boccacce e raccontare barzellette.Un bel giorno, stanco di essere trattato cosí, il nanetto decise che sarebbe diventato ricco. Andó nella foresta e raccolse un cesto di fragole, poi andó al mercato e le vendette per tre monete di rame. Con le tre monete, compró due ceste di fragole e le rivendette per sei monete. Con le sei monete compró tre ceste di fragole, che rivendette per dodici monete. Poi suo padre, che era un banchiere, intrallazzó con dei loschi individui e gli mise a disposizione alcuni miliardi in contanti, cosí il nanetto andó a puttane con le sue dodici monete di rame e poi si buttó sull'edilizia.Con i soldi recuperati dal padre, il nanetto compró alcuni tratti di foresta e di palude, poi strinse un patto con un potente stregone, e come per magia foreste e paludi si trasformarono in una cittá, che il nanetto chiamó Arboria 2, e cominció a vendere case e casette ai troll, agli gnomi e alle ninfe dei boschi (queste ultime, si dice, ebbero sconti clamorosi in cambio di non si sa quali misteriosi servigi).Venne poi il momento in cui il nanetto decise di dedicarsi alla televisione. Era questo uno strano e potente incantesimo che ipnotizzava le persone e le rendeva idiote, ed il nanetto decise di conquistare il regno di Arboria sfruttandolo. Cosí si rivolse ad un gruppo di loschi gnomi, che dissotterrarono le loro pentole d'oro alla fine degli arcobaleni e gliele diedero per poter iniziare (o almeno, cosí la racconta lui), ed in breve tempo il nanetto divenne il piú ricco e potente illusionista del regno, grazie all'incantesimo della televisione che rendeva le persone idiote.Decise cosí che era giunto il momento di diventare re. Grazie ai suoi giochi di prestigio, e grazie agli individui che si era tirato dietro nel corso degli anni, il nanetto riuscí a convincere gli abitanti di Arboria, imbesuiti dal suo incantesimo, che lui sarebbe stato perfetto come nuovo re, e venne cosí incoronato ed issato sul trono. La prima cosa che dovette fare fu di far rimpicciolire la corona, che gli scendeva fino a coprire le grandi orecchie, e far costruire una scaletta che gli consentisse di salire sul trono senza venirvi issato a forza. Questa scaletta, dal buffo nome di "legge elettorale", diventava improvvisamente cortissima quando uno dei buffoni di corte tentava di afferrarla, mentre diventava lunghissima quando la utilizzava il nanetto.Successivamente, il nanetto cacció dalla corte tutti i nobili, che un tempo lo avevano deriso, e riempí la reggia di saltimbanchi, buffoni, ballerine e zoccole, che di volta in volta occupavano le varie poltrone dei dignitari trasformando la sala del trono in un enorme bordello. Cosí il nanetto passava le sue giornate facendo ció che gli riusciva meglio: strimpellare il liuto, fare boccacce e raccontare barzellette.I nemici del nanetto, forse anch'essi vittima dei suoi incantesimi, messi tutti insieme non facevano un chilo di cervello, per cui anziché ostacolarlo gli rendevano la vita addirittura piú facile. Coloro che venivano da altri regni in visita ad Arboria si stupivano di quanto fossero ciechi gli Arboriani: il nano prendeva una coniglietta di Playboy, la chiamava "Crisi", la faceva nascondere sotto il tavolo e diceva a tutti che la Crisi era sparita. Poi, mentre la coniglietta lo gratificava con una rumorosa fellatio, raccontava una barzelletta su negri ed albanesi. E gli Arboriani ci credevano!! Addirittura, i nemici del nano, invece di dire: "Guardate che la Crisi non é sparita, l'ha nascosta sotto il tavolo!", si scannavano fra di loro per decidere se la coniglietta avesse o meno ingoiato dopo la fellatio, e se ció fosse in linea con le direttive dell'Unione Europea.Passarono gli anni. Ogni volta che qualcosa andava male, il nanetto puntava il dito contro i suoi nemici, ormai ridotti a patetici buffoni di corte, e diceva che era colpa loro. Allora il popolo lanciava loro chili di pomodori ed essi si prendevano a ceffoni dandosi l'un l'altro la colpa, oppure si mettevano a gridare al nanetto: "Puttaniere! Puttaniere!".Finalmente, dopo tanti, tanti anni, il nanetto, che aveva superato da tempo il secolo di vita, morí. Subito si fece avanti suo figlio , che additó i buffoni nell'angolo dando loro la colpa della morte di suo padre. E mentre i buffoni si accapigliavano fra di loro, arraffó la corona, si sedette sul trono e con una grassa risata diede fuoco ad una scoreggia.