giovedì 7 agosto 2008

La psicologia esoterica di Thorwald Dethlefsen


Ammettere le proprie debolezze non è sempre così facile. Fermarsi per un attimo e riconoscere ragionevolmente che abbiamo sbagliato o che abbiamo intrapreso un cammino infausto non è una condizione che si accetta senza remore. Parlare di sé e capire perché la propria vita si orienti in un modo piuttosto che in un altro è una necessità che tutti hanno; allora che fare?

C’è chi ricorre a un caro amico, chi entra in analisi o chi decide di non parlare proprio. Verrebbe da chiedersi in che altro modo si possono affrontare i disagi della vita; Thorwald Dethlefsen ha un’opinione in proposito: tornare all’esoterismo e dare vita a quella che lui chiama una psicologia esoterica.
In realtà, quello che Thorwald vuole spiegare è che non c’è bisogno di credere in nulla, né bisogna cercare nessuna verità precisa; quello che si deve fare è solo imparare a guardare e riconoscere che ogni elemento della realtà ha un suo perché. La verità, infatti, è dovunque, ogni aspetto porta in se stesso una componente fondamentale di questo mondo a cui apparteniamo. Le prove che dominano le scienze moderne non sono altro che delle correlazioni; gli influssi esterni non formano l’uomo e non esistono colpevoli per il destino di un singolo individuo così come le malattie non sono prodotte da virus e batteri.

Per Thorwald, la scienza si serve del principio di causalità; in questo modo spiega che per quel virus abbiamo quella tale malattia, ma di fatto non c’è nulla che lo confermi. A volte diventa difficile rivoluzionare il nostro sistema di pensiero e accettare teorie di questo tipo, che rovesciano ogni certezza e sapere; Thorwald si difende e ci lascia con un altro interrogativo: anche noi stiamo facendo lo stesso errore di chi confutò la teoria che la terra non fosse piatta? Forse il vero segreto per dominare il proprio destino è di non avere paura; in fondo, dietro a ogni prevenzione, studio e assicurazione verso l’esterno c’è sempre un sentimento di timore. Bisogna imparare a confrontarsi e guardare in faccia il destino solo in questo modo si perderà la paura.

Il saggio esoterico è colui che ha allontanato da se stesso ogni preoccupazione per vivere in armonia con ogni piano dell’essere; la via della serenità non è cercare una spiegazione al mondo. Il cambiamento non deve essere nella natura, arcana madre, ma in noi stessi. Molto c’è da migliorare in noi stessi, poco nel mondo. La felicità diventa una conquista interiore; il saggio è consapevole di ciò che è buono nel mondo e ha imparato a riconoscerlo. Non sempre, dunque, l’opinione della maggioranza coincide con la realtà e l’oggettività; le arcane conoscenze possono forse aiutarci a capire questo mondo più di quanto non sembri.

Thorwald ricorda Platone e il mito della caverna; dobbiamo abbandonare questo mondo di ombre e affrontare la luce. Solo chi regge il confronto con la realtà diventa veggente; solo chi ha visto la luce anche per un attimo riconosce l’errore di una vita spesa nell’oscurità. La verità ci svela l’illusione e ci dona la serenità.

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