mercoledì 27 agosto 2008

MONDO BLOG


Non è possibile che la gioventù italiana scriva una marea di blog con argomenti del tipo "sulle sponde del fiume Adige mi sono seduto/a ed ho pianto".

O tipo:" aiuto, sto impazzendo!" , "vorrei essere morto ieri", "ale non mi piace più", "che giornate grigie", "E mi sento ancora tremante con la musica del sangue che di silenzio s’è fatta suono abdicando nelle distanze di ombre narcotizzate e cingendo bramata corona su sposalizio di quiete sincrona sofficemente ovattata nel..."

Cavolo, sembra che per essere unici bisogni stare male! O si debba scrivere il più parole possibili senza punteggiatura. Peccato che lo stream of consciounsness sia ormai vecchio di secoli; siamo proprio un popolo di imbecilli.

Ah... dimenticavo... per... essere... fighi... bisogna... mettere... molti... puntini... di... sospensione...


Dovremmo leggere meno codici da vinci (tra l'altro piacevolissimo da leggere) e più classici. Un dostoieschi (non mi ricordo come si scrive esattamente, allora per non scrivere puttanate preferisco italianizzarlo) ti cambia la vita, un Gautier te la risveglia, un Saviane (che classico ancora non è) te la stravolge. Consiglio a tutti "il mare verticale" di Giorgio Saviane un libro straordinario.

Il romanzo narra la 'Storia' dell’Uomo, partendo dal giorno in cui egli conquista la posizione eretta. Grazie a questa svolta, l’uomo riesce per la prima volta a vedere l’orizzonte, il punto, cioè, dove il mare si confonde con il cielo. L’uomo in quel momento deve aver pensato che il mare saliva nel cielo. Un mare verticale. Il Mare verticale esce nel 1973, ed è ritenuta, insieme a "Il Papa", la sua opera più forte: romanzo introspettivo, il libro è una sorta di summa del pensiero dell’autore diviso tra solitudine e slancio comunitario che spinge l’uomo verso il proprio simile. Ecco, il filo conduttore di questo romanzo è proprio la necessità dell’uomo di non essere da solo nel cosmo.

1 commento:

daniela ha detto...

Sono disgustata quanto te dal modo di scrivere dei blogger. Ma non solo dalla ricerca della "ficaggine" stilistica, ma anche e soprattutto dagli errori di ortografia (continui e degni di gente analfabeta, tipo "quì" o "stà" o và"). Dei puntini di sospensione nemmeno voglio parlare, non so chi ha inventato il puntino a oltranza, ma perché non insegnano nelle scuole che i puntini di sospensione devono essere 3, né di più né di meno?
Invece si dovrebbe ridar vita al punto e virgola, povero agonizzante di una società che non conosce le pause.

Saviane non lo conosco, provvederò.
Baci!